domenica 31 gennaio 2021

"La donna dal kimono banco" di Ana Johns

Casa editrice: Tree60
Pagine : 348
Prima edizione : 2019

Trama: Giappone: 1957; Naoko Nakamura, ha diciassette anni ed è innamorata di Jim Kovac, suo coetaneo e marinaio americano. La ragazza tenta di presentare Jim alla sua famiglia, nascondendogli  che è uno straniero. Appena il ragazzo si presenta a casa i familiari di Naoko lo cacciano e proibiscono alla ragazza di vederlo nuovamente, perché il suo dovere è contrarre un matrimonio vantaggioso per gli affari e soprattutto con un giapponese. Tuttavia nonostante questa situazione, dopo aver scoperto di essere incinta e per paura che il padre la faccia abortire, Naoko riesce a scappare, grazie anche all'aiuto di sua madre Okaasan, e a raggiungere il suo amato nella casa che lui stava preparando per loro. 

America oggi: Tori Kovac porta suo padre in una clinica per fare degli esami. Jim è malato da tempo,  la malattia lo ha completamente consumato e la sua vita sta per avere fine, ma prima della sua dipartita, Jim da alla figlia una lettera nella quale la ragazza scoprirà che il padre, durante il suo servizio militare in estremo oriente, aveva avuto un'altra moglie ed un 'altra figlia. Da qui incomincerà la ricerca della prima famiglia del padre. 

Impressioni: Questo romanzo è duro, crudo e straziante. Nel Giappone postbellico, dopo la fine dell'occupazione americana,  una coppia mista come quella formata da Naoko e Jim non poteva essere accettata ed era considerata sospetta, perché Naoko veniva vista come un'usurpatrice, una donna che incastrava un americano per farsi sposare e portare in America, mentre Jim veniva percepito come l'invasore che si approfittava della ragazza giapponese. Infine la loro bambina era considerata, essendo di sangue misto, un'impura ed ostracizzata da tutti. Anche l'impeto di ribellione della stessa Naoko viene preso come un'onta da una società profondamente maschilista ed estremamente tradizionalista come quella giapponese dell'epoca, dove la donna era adatta solo alla vita in famiglia, nel senso che dalla famiglia del padre passava a quella del marito e dove spesso non aveva possibilità di esprimersi in nessun modo neanche nell'educazione dei suoi stessi figli. Quindi se posso darvi un consiglio  leggetelo perché merita. Un bacio Georgiana.




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